Comunicato del 26 ottobre 2023

Contro le sperequazioni sanitarie nella Asl di Salerno: passi avanti importanti.

Il Comitato, d’intesa con il DG della ASL, ha chiesto un incontro a De Luca.

Passi avanti contro le sperequazioni nella riabilitazione alla ASL di Salerno.  Il problema è noto: nell’ambito della Asl ci sono differenze abissali tra i diversi territori nell’assegnazione dei fondi per le cure riabilitative. Ne consegue che metà dei cittadini non ha la stessa possibilità di curarsi dell’altra metà, con differenze che arrivano a un rapporto da uno a sei. Ovvero un cittadino di un comune può fare una sola terapia a fronte delle sei che può fare il cittadino di un altro comune. Per questo si è costituito il Comitato per la perequazione, promosso da sindaci, amministratori, sindacati, associazioni, centri di riabilitazione (www.comitatoperlaperequazione.it). L’obiettivo è fare in modo che i fondi aggiuntivi che la Regione assegna alla ASL proprio per superare il problema della sperequazione siano effettivamente dati ai territori che sono penalizzati.  Cosa che oggi non avviene perché anche l’ultima delibera della ASL assegna i fondi sulla base della spesa storica e solo per lo 0,5% per la perequazione.  Contro questa delibera uno dei centri di riabilitazione ha fatto ricorso al TAR e il giudice, considerando l’importanza della questione, ha detto che intende entrare nel merito entro un mese, cosa decisamente inusuale. Il passaggio necessario però era quello notificare il ricorso a tutti i 30 centri di riabilitazione della ASL. È stato fatto” informa il portavoce del Comitato Vincenzo Pepe. “Siamo certi – aggiunge – che tutti saranno dalla parte della perequazione, anche chi oggi è avvantaggiato dalle attuali iniquità di assegnazione dei fondi. Questo perché nessuno vuole togliere nulla a nessuno ma solo avviare un percorso di riequilibrio, spezzando una spirale perversa che allarga la forbice tra poveri e ricchi assegnando i fondi aggiuntivi a chi già si trova in posizione di privilegio.  Dobbiamo fare in modo che tutti raggiungano almeno la media della ASL, che è di 37 euro pro capite. Per capirci ora ci sono territori che hanno anche 64 euro di spesa pro capite e altri che invece sono fermi a poco più di 11”.  Su questi temi nei giorni scorsi il Comitato si è incontrato con il Direttore generale della ASL, ing. Sosto, che ha   condiviso le ragioni del Comitato e ha proposto di chiedere, dando la disponibilità ad essere presente, un incontro al Governatore De Luca. “Proprio ieri – dice Pepe – abbiamo scritto al Governatore per chiedere questo incontro. Siamo certi che lo avremo presto perché questa è esattamente la stessa identica battaglia che De Luca sta combattendo da anni a livello nazionale: quella per una assegnazione dei fondi che non sia basata sulla spesa storica ma sul reale fabbisogno ovvero, per usare le sue stesse parole, che sia in base al numero di abitanti, prevedendo una quota pro-capite identica.  È esattamente quello che chiediamo, perché la discriminazione di mezzo milione di cittadini della provincia di Salerno non è più tollerabile”.


Comunicato del 5 ottobre 2023

SPEREQUAZIONE NELLA RIABILITAZIONE: ASL E COMITATO PER LA PEREQUAZIONE CHIEDERANNO UN INCONTRO AL GOVERNATORE DE LUCA.

IERI UN INCONTRO A CUI HA PARTECIPATO ANCHE IL DIRETTORE GENERALE DELLA ASL, ING. GENNARO SOSTO. INTESA SULLA NECESSITA’ DI AFFRONTARE E RISOLVERE A LIVELLO POLITICO UNA SITUAZIONE CHE DISCRIMINA, SOLO NELLA ASL DI SALERNO, UN CITTADINO SU DUE.

La notizia è questa: la ASL di Salerno e il Comitato per la perequazione chiederanno un incontro con il Governatore De Luca e i vertici regionali per affrontare in modo decisivo il problema della sperequazione sulle cure riabilitative che discrimina gran parte dei cittadini.
Tutto parte dal fatto che tra i distretti sanitari esistono differenze abissali in termini di assegnazione dei fondi, e quindi di cure disponibili per chi ne ha bisogno. Nella ASL Salerno, ad esempio, un cittadino su due, per un totale di mezzo milione, non può avere le stesse cure che hanno gli altri. In alcuni casi il divario è addirittura di uno a sei, ovvero se in un distretto un disabile può avere sei terapie in un altro può averne appena una. Non solo, più si va avanti e più queste differenze aumentano. Questo perché i fondi vengono attribuiti secondo la spesa storica per cui i più ricchi diventano sempre più ricchi e i più poveri sempre più poveri.
Per porre fine a questa situazione è nato il Comitato per la perequazione, a cui aderiscono 15 sindaci, numerosi amministratori, sindacati, associazioni e così via. La petizione del Comitato ha già raggiunto quasi tremila firme in poco tempo. Ieri il Comitato è stato ricevuto dalla ASL. Era stato convocato dal direttore sanitario, dr. Primo Sergianni, ma alla riunione erano presenti anche il Direttore Generale della ASL, ing. Gennaro Sosto, la responsabile per l’accreditamento, dr.ssa Ernesta Mele e l’intero staff della direzione strategica.
Per il Comitato c’erano il sindaco di Pagani Raffaele de Prisco, l’assessore e portavoce del Comitato per la perequazione, Pietro Sessa e Vincenzo Pepe di Federlab. L’incontro è durato circa due ore. “È stato un incontro molto costruttivo – racconta il sindaco De Prisco – in cui abbiamo condiviso che questo problema è drammatico ed è necessario affrontarlo e risolverlo”.
Resta il fatto però che la ASL ha approvato una delibera che assegna i fondi secondo criteri che il problema lo fanno aumentare, destinando solo lo 0,5% dei fondi alla perequazione e il resto secondo la spesa storica. È stato calcolato che, se le cose restassero così, per arrivare all’uguaglianza tra cittadini servirebbero 600 anni. E infatti per sospendere questa delibera ci si è rivolti al TAR, che si pronuncerà tra circa un mese. “È vero – conferma l’assessore Sessa – ma a parte il fatto che il TAR valuterà l’aspetto giuridico della questione, ciò che è stato sottolineato è che il problema è politico e deve essere affrontato come tale”. “Il Direttore Sosto – aggiunge – si è detto d’accordo con le nostre posizioni spiegando però che ad essere contrarie alla perequazione sono le quattordici associazioni dei centri e che il problema riguarda tutte le ASL, per cui la soluzione deve essere data a livello regionale”.
Resta da chiedersi perché le associazioni dei centri siano contrarie a quella che sembra una battaglia di semplice buon senso. “Perché fanno il loro lavoro – risponde Vincenzo Pepe – ovvero quello di difendere gli interessi dei centri. Non c’è nulla di male perché non è compito loro porsi il problema di cosa sia giusto per l’interesse pubblico, per i cittadini. Quel compito spetta al soggetto pubblico, agli organi politici e amministrativi. È lì che va risolto”. Da qui la decisione della ASL e del Comitato di rivolgersi al Governatore e chiedere un incontro a cui l’ing Sosto ha detto che vorrà essere presente. “Considerando – spiega il sindaco De Prisco – che in tutte le sedi la Regione si batte per la perequazione contro la spesa storica, sia a livello nazionale per la ripartizione dei fondi tra regioni, sia a livello regionale, dove assegna i fondi alle Asl che hanno risorse al di sotto della media regionale proprio per superare le disparità esistenti. La politica per la perequazione in pratica parte dalla Regione ma si blocca alle ASL”.
Ora, dopo la riunione di ieri, farà il percorso all’inverso, partirà dalla Asl di Salerno per arrivare alla Regione, in particolare al Governatore De Luca. Sperando che in tempi brevi i cittadini campani siano tutti uguali non solo per la legge ma anche per la riabilitazione.
Salerno, 5 ottobre 2023


Comunicato del 3 ottobre 2023

IL COMITATO PER LA PEREQUAZIONE: DOMANI, MERCOLEDÌ 4 OTTOBRE, INCONTRO CON L’ASL.
IL TAR ENTRERÀ NEL MERITO ENTRO UN MESE.

Prosegue la battaglia perché tutti i cittadini della ASL di Salerno abbiano gli stessi diritti alle cure riabilitative. Com’è noto, le differenze all’interno della ASL sono enormi per cui ci sono distretti in cui la spesa pro-capite per la riabilitazione è nettamente inferiore di quella di altri distretti, in alcuni casi addirittura un sesto. Questa discriminazione riguarda un cittadino su due della provincia, mezzo milione di abitanti in 77 comuni. Per questo amministratori, associazioni, sindacati hanno dato vita al Comitato per la perequazione e hanno già raccolto oltre 2.700 firme per la loro petizione.

Domani, mercoledì 4 ottobre, il Comitato verrà ricevuto dalla ASL. A rappresentarlo ci saranno il sindaco di Pagani Raffaele de Prisco, l’assessore e portavoce del Comitato Pietro Sessa e Vincenzo Pepe di Federlab. Si incontreranno con il Direttore sanitario della ASL Primo Sergianni.

“E’ un primo passo nel confronto fondamentale con la ASL” commenta Vincenzo Pepe. “Anche se – continua – il tavolo giusto, più che con il Direttore sanitario, riteniamo sia quello con il Direttore generale perché sono questioni che riguardano la politica e la strategia della ASL.  Comunque dal Direttore sanitario, in quanto medico, ci aspettiamo piena solidarietà perché in gioco c’è proprio il diritto per tutti i cittadini alla salute e alle cure. Ci auguriamo comunque sia un primo passo verso la soluzione di un problema di giustizia sanitaria davvero enorme e che non può più essere ignorato”. Sulla questione l’altra notizia viene dal TAR Campania – Salerno dove il Presidente, di fronte a un ricorso riguardante proprio il tema della perequazione, ha deciso che in considerazione della “rilevanza” del tema entrerà direttamente nel merito entro tempi brevissimi, circa un mese. “Sappiamo bene – spiega Sessa – che in genere ci vogliono tempi lunghissimi perché il TAR affronti il merito. Questa decisione del Presidente è quindi un riconoscimento della straordinaria importanza della questione che abbiamo sollevato e che deve essere risolta”.  Domani, intanto, sarà discussa con la ASL.


Comunicato del 6 settembre 2023

IL COMITATO PER LA PEREQUAZIONE SCRIVE AL GOVERNATORE DE LUCA

La petizione in tre settimane ha raccolto già quasi tremila firme, consegnate al DG della ASL ing. Sosto.

La loro petizione ha già raggiunto quasi tremila firme, tra quelle raccolte con i banchetti in piazza e quelle on line.  Al Comitato per la perequazione la soddisfazione è alta. “Quasi tremila firme – dice l’assessore al comune di Pagani Pietro Sessa, uno dei portavoce del Comitato – nonostante abbiamo iniziato a raccoglierle solo il 12 agosto, in pieno periodo estivo. È la prova di quanto questa battaglia sia giusta e sentita dalla gente”. Le firme sono state inviate al Dg della ASL di Salerno, ingegner Sosto. “Persona che stimiamo e in cui abbiamo fiducia – spiega Sessa – e alla quale abbiamo chiesto un incontro da fare il prima possibile”. La questione è nota ma vale la pena ricordarla. Nella Asl Salerno c’è una sperequazione enorme tra i cittadini che vivono nei diversi distretti sanitari in merito alle cure riabilitative. Si va da una spesa pro-capite di 63 euro (a Sarno) a una di appena 10 euro (a Sapri). Una situazione che si va aggravando perché da anni i fondi aggiuntivi che la Regione assegna per equilibrare questi divari non vengono dati dalla ASL ai distretti più poveri ma a tutti sulla base della spesa storica per cui, in sostanza, chi più aveva più ottiene e chi meno aveva meno ottiene.  Per cambiare le cose si è costituito il Comitato, promosso da sindacati, associazioni come Cittadinanzattiva, amministratori, operatori. Finora sono dieci i sindaci che hanno aderito, alcuni dei quali figurano anche tra i promotori.  Le ragioni del Comitato e la spiegazione della situazione nel dettaglio si trovano sul sito www.comitatoperlaperequazione.it. Nelle scorse ore il Comitato ha scritto al Governatore De Luca, mettendo in copia il DG della ASL. Nella lettera il Comitato si richiama proprio a quanto fatto su questi temi dal Governatore.  “Lei – si legge nella lettera – è sempre stato protagonista della sacrosanta battaglia contro le sperequazione nell’assegnazione dei fondi sanitari, contro la logica della spesa storica contrapposta ai fabbisogni reali”, e si citano le parole esatte del Governatore: “una cifra ugualeper ogni cittadino”, riconoscendo che la Regione per superare le sperequazioni ha sempre assegnato dei fondi aggiuntivi alle ASL che si trovavano al di sotto della media regionale, tra cui Salerno. “Ma proprio nella ASL Salerno – scrive il Comitato – avviene esattamente l’opposto: la sperequazione è sempre stata alimentata, arrivando a livelli insostenibili. Oggi la metà dei cittadini della Provincia di Salerno (533 mila) residenti in 77 Comuni sono oggettivamente discriminati, non avendo lo stesso diritto alla salute e alle cure dell’altra metà. In alcuni casi addirittura con un rapporto uno a sei”. E le cose rischiano di peggiorare perché anche l’ultima delibera, la 961 del 18 luglio 2023, assegna i fondi aggiuntivi non secondo il fabbisogno ma secondo la spesa storica. Da qui le richieste del Comitato di “bloccare questa sperequazione assurda a danno di un cittadino su due della provincia di Salerno”. “Chiediamo – si legge nella lettera – la sospensione della delibera 961 del 18 luglio 2023, tanto più urgente in considerazione che in queste ore si stanno facendo i contratti con i centri secondo i parametri discriminatori di quella delibera. Chiediamo un confronto civile e costruttivo per cambiare finalmente una situazione insostenibile”. Viene chiarito anche che “nulla dovrà essere tolto ai Distretti che hanno una spesa pro-capite al di sopra della media, si tratta solo di destinare i fondi disponibili ai Distretti che sono al di sotto di quella media in un’ottica di perequazione. Tanto è vero che hanno firmato la nostra petizione anche amministratori di Comuni che hanno una spesa pro-capite al di sopra della media”. Richieste fatte “con spirito collaborativo” ma anche con la determinazione ad andare fino in fondo: “Raccoglieremo altre firme – scrive il Comitato – ci mobiliteremo secondo tutte le forme consentite dalla legge come cittadini e come amministrazioni comunali. Lo faremo tenendo sempre a mente le parole del Governatore: “una cifra uguale per ogni cittadino”.


Comunicato del 3 agosto 2023

ASL SALERNO: 530 MILA CITTADINI DISCRIMINATI E PENALIZZATI NELLE CURE RIABILITATIVE. NASCE IL COMITATO PER LA PEREQUAZIONE

Ci sono cittadini che possono avere solo un sesto delle cure di altri cittadini. Il Comitato promosso da associazioni, sindacati, sindaci, rappresentanti del settore.

Oltre mezzo milione di salernitani, residenti in 77 comuni, sono discriminati all’interno della loro stessa provincia. Lo sono da tempo ma ora rischiano di esserlo ancora di più. E questo in un settore fondamentale come quello della salute, in particolare quello della riabilitazione. Partiamo dai numeri, che sono impietosi. Da un distretto all’altro della ASL di Salerno la spesa pro-capite per la riabilitazione passa da neanche 11 euro a quasi 64 euro. Per capirci un bambino disabile che ha bisogno di riabilitazione se abita nel distretto “sbagliato” avrà meno di un sesto delle terapie che spettano a chi risiede in un altro distretto a pochi chilometri di distanza. È una sperequazione macroscopica che va avanti da anni e che nel tempo invece di migliorare è peggiorata. Ora però c’è qualcuno che ha acceso i riflettori su questo stato di cose per cambiarlo. Sono associazioni, sindaci, sindacalisti, rappresentanti del settore. È nato così il Comitato per la perequazione, promosso da Vincenzo Pepe delegato FEDERLAB Campania (portavoce del Comitato), Miro Amatruda segretario generale CISL FP Salerno, Gennaro Falabella segretario provinciale UIL FP Salerno, Raffaele De Prisco sindaco di Pagani, Gianni Iuliano sindaco di Bracigliano, Carmine Pagano sindaco di Roccapiemonte, Claudia Nicchiniello presidente provinciale ANGSA (Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo), Lorenzo Latella Segretario Generale Cittadinanzattiva Campania. Ma la prima cosa da capire è come sia possibile una sperequazione così assurda all’interno della stessa Asl. “Il motivo è semplice – risponde Vincenzo Pepe, portavoce del Comitato – la ASL in questi anni ha ricevuto dalla Regione una serie di fondi aggiuntivi, parliamo di 3,8 milioni, proprio per superare queste disparità, ma invece di assegnarli ai distretti più penalizzati li ha assegnati “a pioggia” secondo la spesa storica. In questo modo la discriminazione invece di diminuire è sempre aumentata. Anche l’ultima delibera della ASL fa la stessa cosa per una cifra di 580mila euro erogati dalla Regione”. “Il fatto paradossale – continua Pepe – è che la Regione ha come obiettivo esattamente quello della perequazione. A livello nazionale si è battuta, con il Governatore in prima fila, perché l’assegnazione dei fondi alle regioni venisse fatta secondo la popolazione e il fabbisogno contro la logica della spesa storica. Allo stesso modo a livello regionale i fondi aggiuntivi li ha assegnati alle ASL, compresa quella di Salerno, che erano penalizzate rispetto alle altre proprio con l’obiettivo dichiarato di superare i divari esistenti. Nella ASL Salerno, dove i divari tra distretti sono davvero insostenibili, chiediamo che si vada nella stessa direzione”. Quindi siete in contrapposizione con la ASL? “Assolutamente no – risponde Pepe – vogliamo essere al fianco della ASL nel cambiare una situazione di ingiustizia sociale e siamo sicuri che il Direttore generale condivida questi obiettivi”. In concreto cosa accadrà ora? “Questa – dice Pepe – deve diventare una battaglia di tutti perché è una battaglia giusta per tutti. Abbiamo scritto al Direttore generale chiedendo un incontro, abbiamo scritto ai sindaci dei 77 comuni penalizzati, stiamo aprendo un sito internet, abbiamo scritto una petizione popolare che invieremo alla ASL con le firme man mano che le raccoglieremo. Alla Asl chiediamo di stralciare dalla delibera 961/23 la parte sull’assegnazione dei fondi. Su punto è importante chiarire una cosa: a nessun distretto deve essere tolto nulla, neanche a quello che ha più fondi di tutti. Ciò che va fatto è assegnare tutti i fondi aggiuntivi della Regione ai distretti penalizzati in modo da avviare una perequazione reale. Noi andremo avanti finché questa perequazione non sarà raggiunta, finché ogni cittadino della ASL non avrà gli stessi diritti degli altri”.